UNA PASSEGGIATA STORICA alla scoperta del nostro passato
Maestra, posso andare in bagno?
Sbrigati Enea: dobbiamo partire – ha risposto la maestra Paola con gli occhi rossi e gonfi perché aveva pianto come una fontana fino ad quel momento.
In filaaaaa! – ha gridato la maestra Laura già pronta .
Noi bambini eravamo ancora dispersi nel cortile, durante la ricreazione e la maestra Paola era “in alleluia” perché aveva appena ricevuto la notizia di essere diventata nonna.
Davanti al cancello della scuola ci aspettavano: le due vigilesse, un cameraman e due guide turistiche… insomma tutto era pronto per la “partenza”…
Indovinate un po’ qual era la meta della nostra gita?
Seguiteci e lo scoprirete!
Prima tappa: il Muraglione! Ci hanno raccontato che aveva grandi arcate alla base ed era l’ingresso dell’antica Casola.
La guida ci ha indicato le colline oltre il fiume, dove si svolse la mitica battaglia delle botti fra Casolani e Imolesi. Tale battaglia fu vinta dai Casolani, grazie alla strategica mossa di far rotolare sui fianchi della collina alcune botti piene di sassi che travolsero i nemici.
Improvvisamente si è sentita la voce di Susanna:
Maestra chi è quel signore vestito in modo strano?
Davanti ai nostri occhi, infatti, c’era un uomo con un mantello rosso, sotto portava una calzamaglia, se ne stava appoggiato al muro di una vecchia casa e sembrava che sonnecchiasse.
Quel momento sembrava irreale, stavamo forse sognando?
All’improvviso è comparsa dal vicolo una vecchia signora con un cesto di frutta, era vestita all’antica e portava un fazzoletto in testa.
La guardia si è svegliata e le ha chiesto la carta di sanità, ma la poveretta non sapeva neanche cosa fosse ed era disperata perché voleva raggiungere a tutti i costi la propria figlia che aveva partorito …
Mentre la vecchia signora gesticolava, cercando di convincere la guardia a farla passare, un rotolo di carta cadde dal suo cesto e il documento venne prontamente raccolto dal soldato.
– Signora, lei è un po’ rimbambita: è questa la carta sanitaria!
E così abbiamo capito che 500 anni fa, per entrare in paese, occorreva mostrare una specie di certificato dove si dichiarava di non essere infetti. Ciò serviva ad evitare le pandemie che erano molto diffuse anche a quei tempi. Peggio del Covid insomma …
Dopo questo particolare incontro, le guide turistiche ci hanno accompagnato nel vicolo delle Rimesse dove ci sono case moooolto antiche…. Pensate che furono costruite nel 1500!
Christian Mero e sua cugina Giulia Tarentini (i nostri nuovi compagni di classe) abitano proprio in una di queste vecchie case (fortunati loro!)
All’interno del vicolo c’è un cortile dove un tempo le donne si ritrovavano e si mettevano a sedere tutte vicine, chiacchieravano mentre lavoravano a maglia o all’uncinetto.
In caso di pericolo, malattie o guerre, l’ingresso posteriore della stradina veniva murato. Oltre c’erano gli orti e poi la campagna.
Abbiamo poi proseguito la nostra passeggiata storica fino a piazza Sasdelli, che un tempo si chiamava Piazza dei Ceroni.
– Aaaaaah, ho sete! Aiutatemi! – gridava qualcuno disperatamente.
Le urla provenivano da una finestrella vicino alla discesa che porta alla Calgheria. Stavamo tutti zitti e non capivamo cosa stesse succedendo.
Improvvisamente, una signora vestita all’antica, si è avvicinata alla fontanella per prendere dell’acqua. Vedendoci stupiti ci ha salutato dicendo:
Ciao bambini! Sto andando a portare un po’ d’acqua e o’ toz ed pa’ sac a quel poveraccio che è stato rinchiuso in prigione perché aveva rubato tre galline… Sentite come grida?
Possiamo venire con te ? – abbiamo chiesto in coro.
– Noooo! Non vedreste un bello spettacolo: cimici, topi, ragni, scarafaggi … La prigione è un postaccio che è meglio non vedere mai!
Dopo questo incontro inaspettato, abbiamo proseguito il nostro giro lungo via Matteotti che una volta si chiamava via Gattamarcia, poi abbiamo imboccato la via della Sorgente proprio perché, una volta, lì c’era una fonte d’acqua che è rimasta attiva fino a qualche decina di anni fa. Qui si trovavano infatti dei lavatoi, dove le donne lavavano i panni quando ancora non esisteva la lavatrice.
In fondo a questa strada antica c’è una torre che fu costruita vicino alla porta d’ingresso del nostro paese.
Mentre ascoltavamo questi racconti ci sentivamo trasportati in un tempo così lontano che sembrava di vedere davvero un paese diverso da quello che noi conosciamo.
Improvvisamente, davanti ai nostri occhi sono spuntati due signori vestiti in modo stranissimo: erano Galbetto e il suo scudiero che ci hanno raccontato un episodio davvero emozionante. Sentite un po’…
Il 4 dicembre 1522 arrivarono a Casola 100 cavalieri comandati da Guido Vaini di Imola, ma c’erano anche altri 100 cavalieri guidati da Chiappino Vitelli.
Tutti i soldati si fermarono all’ingresso del paese, sul rio Casola. Non avevano certo buone intenzioni e questo provocò la reazione di Galbetto, che era il guardiano della torre. Egli fece un’azione che rimase nella storia di Casola: scoccò una freccia che colpì il cappello di Guido Vaini, facendoglielo cadere a terra.
Gli Imolesi, temendo un’imboscata, decisero di ritirarsi.
La torre di Galbetto è ancora in piedi, oggi e dopo tanti secoli, testimonia la storia del nostro piccolo paesino.
I due uomini in costume ci hanno mostrato le loro armi: uno scudo, una spada e una balestra che ci hanno incuriosito tanto.
Laura Ha scattato tante foto perché tutti volevamo essere immortalati vicino ai due figuranti in costume dell’epoca.
Prima di tornare a scuola, le nostre guide ci hanno indicato le case oltre la via Roma: le più antiche del nostro borgo.
Quante cose abbiamo scoperto facendo una semplice passeggiata nel centro storico: ora guardiamo le strade, le vie e le case con occhi nuovi e con la voglia di scoprire altre storie che sicuramente si nascondono fra i vecchi muri, nei monumenti e negli angoli della nostra amata Casola Valsenio.
Grazie a tutti gli organizzatori, gli attori e i video operatori che hanno realizzato questa esperienza storica coinvolgendo tutti noi bambini della Scuola Primaria !
La classe IV A, Scuola Primaria E. De Amicis di Casola Valsenio – 19 ottobre 2022
