Casola in Musical 2025
Nella tarda serata di domenica 6 luglio si è alzato sul paese un libeccio forte e fragoroso che non ha risparmiato nessuna via. Nemmeno la piazzetta davanti alla biblioteca dove spesso il vento si diverte a condurre le foglie strappate alle fronde degli alberi del parco Cavina e a farle ballare in veloci mulinelli. Per fortuna quando è partito il ballo del vento quelli della prova aperta di Casola in Musical erano già terminati nel cielo terso della serata: forti e fragorosi sono stati solo gli applausi del numeroso pubblico che non aveva lasciato libera nessuna sedia. Per il 17ettesimo anno consecutivo Monia Visani, i suoi collaboratori e i suoi sempre numerosi allievi hanno offerto al pubblico l’esito artistico del laboratorio di musical che si è tenuto a Casola fra l’ultimo fine settimana di giugno e il primo di luglio.
Monia come è nata l’idea di organizzare qui a Casola un corso di musical?
Una pomeriggio di dicembre del 2008, sedute ad un tavolino nel ristorante dei miei genitori io e Patrizia Proclivi ci siamo dette che avremmo voluto organizzare qualcosa in questo meraviglioso territorio circondato dalla natura.
In quegli anni ci esibivamo insieme a teatro in spettacoli di teatro musicale e musical ed insegnavamo nel corso di musical organizzato dal Teatro dell’Argine di San Lazzaro per cui perché non creare un laboratorio sul musical proprio qua in collina?
E avete scelto Casola…
Era una scommessa che si è confermata una scelta vincente se poi ha continuato per 17 anni consecutivi. Casola è un piccolo paese che si fa apprezzare anche per un’ ospitalità cordiale e generosa. I nostri corsisti provengono per la maggior parte da Bologna e dal suo circondario ma qualcuno anche da località un po’ distanti come Riccione o dal ferrarese. Si trovano da subito immersi in una dimensione semplice ma stimolante per l’attività di studio e di allestimento dello spettacolo. Finisce sempre che ogni nuovo iscritto si innamora del nostro paese e torna più volte durante l’anno per partecipare alle tante manifestazioni. Voglio fare un ringraziamento sentito alle varie amministrazioni comunali che in questi 17 anni si sono succedute perché hanno sempre creduto e sostenuto questo progetto permettendoci di utilizzare gli spazi comunali.

Quanti eravate quest’anno?
Oltre a me che seguo il canto e ai miei due collaboratori che sono Hendry Proni (regia e recitazione) e Patrizia Proclivi (coreografia) c’erano con noi 24 adulti e 4 bambine. In questi 17 anni infatti ci sono state delle allieve che nel frattempo sono diventate mamme e che desiderano frequentare questa esperienza con le proprie figlie. D’altra parte il musical è un genere che si presta bene per tutte le età.
Quali sono i requisiti che servono per partecipare?
Abbiamo scelto fin dall’inizio di aprire il corso a tutti senza limiti di età o di preparazione. Non servono prerequisiti particolari. Serve soltanto la voglia di cimentarsi in un’esperienza dove quello che importa è il desiderio di mettersi in gioco con quella pluralità di linguaggi che il musical mette in campo: la danza, il canto, la recitazione. E’ molto bello vedere diverse generazioni lavorare e divertirsi insieme. Succede che ognuno non appena comincia ad esprimersi nel ballo o nel canto e a tirare fuori i propri talenti arricchisce il gruppo come succede proprio nella magia del teatro.
Una caratteristica peculiare del vostro corso è quella di far interpretare a diversi attori lo stesso personaggio. Nella prova aperta di quest’anno abbiamo infatti notato un simpatico cambio di attori sull’impegnativo ruolo di Capitan Uncino.
Abbiamo scelto di mettere in scena dei quadri liberamente tratti da Peter Pan. Su alcuni personaggi chiave della storia abbiamo fatto ruotare diversi attori. Sia i corsisti che quindi anche il pubblico hanno potuto apprezzare quanto l’interpretazione condiziona l’identità del personaggio. Capitan Uncino è un cattivo, anzi nella storia è il cattivo per eccellenza, ma i suoi tratti ostici e malvagi sono stati declinati con sfumature diverse dai diversi attori che lo hanno impersonato. Il musical è anche teatro dove l’identità è mutevole a seconda della voce, dei movimenti e delle posture dell’attore.
Ci ha colpito anche il fatto che fino a quattro ore prima nella piazzetta della biblioteca c’era solo un divieto di parcheggio ma nessuna traccia faceva preludere a uno spettacolo così intenso come invece è partito alle 20 in punto.
Dobbiamo infatti ringraziare le persone senza le quali non saremmo riusciti ad allestire la nostra prova aperta. E sono il vice sindaco Flavio Sartoni, Andrea Turrini dell’Hill Party Staff, mio babbo, Alessandro Faziani, Alberto Fiorentini.
Dall’entusiasmo e competenza dei tre docenti, dalla partecipazione dei numerosi corsisti e dell’affezionato pubblico che ha sostenuto con vibranti battimani le loro esibizioni siamo certi che anche il prossimo anno saremo invitati, casolani e non, a un’altra prova aperta che animerà un angolo del nostro paese. Da parte nostra ringraziamo Monia perché ci offre l’occasione di condividere una forma di spettacolo che riesce a coinvolgere il pubblico di qualsiasi età ed estrazione in un’atmosfera emotiva intensa dove le individualità degli attori si fondono nella coralità del gruppo e che alla fine è il vero soggetto.
Complimenti anche per la capacità di riuscire a creare in così pochi giorni un gruppo coeso ed espressivo che nonostante il palco in asfalto e senza sipario, ci ha fatto sentire proprio come a teatro.
Roberto Rinaldi Ceroni
