AZIENDA AGRICOLA SCHIASSI. Cecilia, 25 anni e un sogno: restare nella sua terra
Cecilia Schiassi, classe 2000, da qualche anno ha preso in mano l’azienda agricola di famiglia e l’ha rinnovata all’insegna di curiosi trasformati, ma senza dimenticare la tradizione. Appena arrivata alla Casetta, mi accoglie la flotta al completo di cani, gatti e… Cecilia! Neanche scesa dalla macchina e già siamo in direzione castagneto. Ci tiene molto a farmelo vedere. Passando attraverso i campi, mi racconta come, con le ultime alluvioni, si sono danneggiate le coltivazioni di ribes e mirtilli. «Dopo due mesi fuori casa siamo tornati e le ceppaie dei piccoli frutti erano tutte state danneggiate dalle abbondanti piogge. Quella mattina ho preso il decespugliatore e ho tagliato tutto. Poi ho arato e ho cominciato a fare l’orto.» Come mai hai pensato di coltivare un orto? «Mi è sempre piaciuto farlo per me e la mia famiglia. Quando mi sono trovata a pensare di dover cambiare completamente l’indirizzo dell’azienda, ho detto: “Perché non provo?”. Ed ammetto che è stata un’ottima scelta.»
Chiedo a Cecilia come ha organizzato questa nuova produzione: «Ho pensato subito che l’approccio migliore fosse puntare sulle consegne a domicilio. In questi anni mi sono creata una fidata clientela che apprezza i prodotti genuini e sani, ritrovando i sapori di una volta.» Passato il piccolo orto, arriviamo ai maestosi castagni che si inerpicano su una riva estremamente ripida. Come funziona la gestione del castagneto? «Si inizia a fine luglio a sterpare (ovvero pulire il castagneto dall’erba); a fine agosto passiamo ai lavori di rastrellatura e soffiatura fino ad arrivare al periodo della raccolta che dura 1 mese. Recentemente abbiamo investito nell’aspiratore per marroni. Avendo 10 ettari da gestire e non trovando manodopera, è stata una scelta obbligata per completare la raccolta nei tempi.» Mi fermo ad ammirare Monte Battaglia e la sua rocca in lontananza. Non mi aspettavo di vederla da questa prospettiva. Cecilia mi fa notare come: «Si vedono ancora i segni del 2023. La parte alta del castagneto ha crepe enormi e il terreno che non è franato è ancora instabile.
A causa delle frane si sono seccate tante piante. Le stiamo ripiantando ma andranno in produzione tra dieci anni, sperando che non succeda niente prima. Uno cerca di rimettersi in piedi da solo perché non ci sono molti aiuti esterni. E poi se non è qui, i problemi ci sono nella strada comunale.» Torniamo nel giardino di casa, ci sediamo in un tavolo riparato. Cecilia mi offre un caffè. “Hai studiato agraria?” È giovane, mi incuriosisce capire come è nata la sua passione per la terra. «Ho frequentato agraria al Persolino anche se il primo anno avevo scelto il Liceo Musicale di Forlì. Poi sono andata a lavorare in agricoltura ma per altre aziende agricole. Comunque, il mondo agricolo ce l’avevo già in testa. Da bambina mi portavano nel castagneto e questa cosa me la sono sempre portata dietro. Mi è rimasta impressa.» Come si è concretizzato il tuo lavoro a tempo pieno in azienda? «Dopo aver fatto un po’ di gavetta fuori casa, come mi ha ben consigliato mio babbo, nel 2022 ho deciso di prendere in mano l’azienda. Lui mi ha insegnato il lavoro e poi mi ha lasciato carta bianca. Da lì sono partita dal castagneto, poi ho puntato sull’orto. Ho anche mantenuto le rose alimentari di mia mamma e alcuni piccoli frutti.» Quali sono le novità che hai portato nell’azienda? «I miei prodotti di punta sono i trasformati. Dalla confettura di rose, allo scalogno romagnolo sott’olio, passando per crema e marroni sciroppati, sto puntando a creare una linea distintiva per qualità e particolarità. In generale cerco di variare la produzione. A fine di quest’anno costruirò una serra per l’orto e aumenterò il castagneto. E se il tempo me lo permette, cercherò di partecipare ad alcuni mercati.»
Ormai abbiamo concluso la nostra chiacchierata coccolando anche i mici di casa… poi mi spiazza così: «Io voglio rimanere qui e ci rimango.» Non è che tutti i giorni si sente dire una frase del genere da una ragazza di 25 anni che ha già vissuto delle così grandi sfide. E grazie al sostegno della sua famiglia, del suo compagno Luca, dei suoi clienti che un po’ sono diventati amici, non penso che mollerà tanto presto.
Alla faccia delle frane.
E allora, buona fortuna Cecilia!
Samanta Amadio



