Friuli 1976, un gruppo Scout romagnolo

Il 6 maggio 1976, alle ore 21, una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6,5 colpì il Friuli, con epicentro tra Gemona e Artegna, devastando decine di paesi della fascia collinare e pedemontana della provincia di Udine. Il bilancio fu drammatico: circa 990 vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di sfollati, con intere comunità costrette ad abbandonare le proprie case. A questa prima scossa seguirono numerose repliche e un secondo grave evento sismico nel settembre dello stesso anno, che aggravò ulteriormente i danni già enormi.
A cinquant’anni da quella tragedia, il terremoto del Friuli resta una ferita profonda nella memoria collettiva del Paese, ma anche l’origine di una straordinaria esperienza di solidarietà e ricostruzione, passata alla storia come il “Modello Friuli”, fondata sul coinvolgimento diretto delle comunità locali, sul volontariato e sul principio del ricostruire “dov’era, com’era”.
Nel cinquantesimo anniversario di quel 6 maggio 1976, Lo Spekkietto pubblica questa testimonianza di Maurizio Montefiori, che racconta l’esperienza vissuta dal gruppo Scout Casola Valsenio 1 nei territori colpiti dal sisma. Non una cronaca, ma un racconto di memoria e di vissuto personale, che restituisce il clima umano di quei giorni e il valore profondo della solidarietà, capace di unire comunità lontane nel segno dell’aiuto e della responsabilità civile.

Premessa

La memoria si confronta con tempi lontani, il ricordo si annebbia, io vi racconto ciò che è rimasto nelle mie emozioni.
Come un mosaico nel quale ogni tessera ha un significato relativo, ma se le mettiamo tutte assieme e guardiamo un po’ da lontano, il quadro prende forma.

Chi eravamo
Ascoltavamo  De André e i New Trolls (andrò ancora per le strade del mondo…)
Ecco perché siamo partiti.
Leggevamo “lettera ad una professoressa” di Don Milani priore di Barbiana. Nella sua scuola in mezzo ai monti c’era una scritta “I care” (mi importa).
Ecco perché siamo partiti.
Seguivamo gli insegnamenti di Baden Powell il fondatore dello scoutismo che ci chiedeva “di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo avevamo trovato”.
Ecco perché siamo partiti.
Avevamo appena digerito il ’68 (che pochi di noi avevano vissuto pienamente) sostituendo ad una ribellione generale la necessità di lavorare per un mondo migliore.
Ecco perché siamo partiti.

Il terremoto
Partiamo?
Si ma con un progetto!
Il rischio è di avere buona volontà ma non sapere cosa serve. Progetto: andiamo a lavorare, facciamo foto per quello che si può, poi tornati a Casola facciamo una mostra per coinvolgere i compaesani e raccogliere denaro, ma soprattutto per cercare artigiani con un mestiere, disposti a venire con noi l’anno seguente.

Io parto un giorno prima, voglio chiedere e capire cosa è opportuno fotografare e cosa no: di fronte al dolore c’è sempre un senso di pudore.
Udine, parrocchia del Carmine, tutti gli Scout passano di lì per essere indirizzati al luogo di destinazione e per ricevere le informazioni di base su cosa fare.
Tre ambiti di azione: il lavoro nella ricostruzione, l’animazione dei ragazzi (perché le scuole sono finite e i genitori sono impegnati), i lavori nei campi (perché la natura non si ferma per il terremoto).
Conosco Franco Bagnarol al quale descrivo il nostro progetto. Mi “assume” come fotografo dell’AGESCI.
Il giorno mi porta tra macerie, persone, volontari, mi spiega i perché, i meccanismi, i valori, le scelte.
La notte stampo nella camera oscura che i miei amici mi hanno portato.

La mostra a Casola
Il progetto va avanti. Nel ‘77 facciamo la mostra nel nostro paese e raccogliamo le adesioni di bravi artigiani con i quali facciamo diverse squadre dove noi siamo manodopera volonterosa.
E nel luglio ‘77 ripartiamo per Tramonti.
Tramonti, dove siamo tornati 32 anni dopo per rileggere assieme ai Valtramontini questa esperienza.
Friuli al quale tutti restiamo legati con un legame particolare, quello verso una terra che ci ha permesso di “fare del nostro meglio”, come dicono gli Scout.

Maurizio Montefiori”

la mostra allestita presso il vecchio municipio di casola
la mostra allestita presso il vecchio municipio di casola

 

la mostra allestita presso il vecchio municipio di casola
la mostra allestita presso il vecchio municipio di casola

File calendario 2026 con le foto di Maurizio Montefiori