VIDEO KILLED THE RADIO STAR

Ho appena concluso l’ascolto del podcast di Ilaria Ferraresi – Il mondo di MTV con chi è stato MTV

Un flusso continuo tra effetto macchina del tempo, malinconia e amaro in bocca. Ascoltandolo mi sono reso conto di quanto, ancora oggi, molto di quello che faccio nel mio lavoro nasca dall’influenza di anni passati davanti a MTV. Era, di fatto, l’unico canale davvero europeo nella nostra rete: un’estetica figlia dagli uffici di Camden Town, VJ giovani e cool, con uno sguardo costantemente proiettato verso il mondo. Una delle vere novità di MTV Europe era proprio questa: il sentirsi parte di un mondo nuovo e fresco. Uno spiraglio aperto in un contesto di media ancora vecchi e statici, spesso ripiegati su sé stessi e proiettati esclusivamente sulla dimensione nazionale, sia a livello musicale che estetico.

MTV, attraverso i contenuti scelti, la proposta editoriale e i suoi VJ giovani, ha creato qualcosa che oggi sembra raro: un senso di appartenenza. Non solo spettatori, ma parte di una comunità culturale. Non eri più l’unico ad avere i capelli tinti, le Airwalk e la maglietta dei KoRn. È stato anche il primo contatto con i rapporti parasociali: quei legami emotivi verso personaggi pubblici e mediatici, che crediamo di conoscerli intimamente e li percepiamo come amici. Non li conoscevamo davvero, ma ci accompagnavano nella crescita, copiavamo il look, volevamo essere come loro. E questo ha lasciato un segno. Come ogni grande influenza, MTV ha generato anche una controtendenza: il rifiuto da parte di chi la percepiva come troppo mainstream. Una tensione sana e creativa che oggi sembra quasi scomparsa, sostituita da un appiattimento sia dell’offerta che della domanda.

Eppure, dopo quasi 30 anni, alcuni programmi continuano a tracciare una via:Yo! MTV Raps, Supersonic, Jackass,Celebrity Deathmatch, Il Testimone, Daria, Beavis and Butthead, TRL. Se Rick & Morty fosse uscito nel 1997, sono sicuro che sarebbe andato in onda su MTV. Non a caso, molti dei VJ di MTV sono ancora oggi tra le voci più autorevoli nel panorama musicale e culturale: Enrico Silvestrin, Paola Maugeri, Pif, e la mia crush adolescenziale (mai davvero superata) Giorgia Surina. Segno che non si trattava di una moda passeggera in stile influencer, ma di persone formate, capaci, con il fuoco dentro.

La chiusura di MTV era inevitabile? Forse, quando i contenuti al giorno d’oggi sono creati e fruiti pressochè instantaneamente, in risposta ad eventi live (pensate ai meme) e la soglia dell’attenzione ridotta. Non è questo il punto. La chiusura di MTV non segna solo la fine di un canale, ma di un ecosistema culturale fondato su una visione. MTV aveva uno sguardo oltre la curva: anticipava la cultura invece di inseguirla, creando immaginari condivisi, frizione creativa e un forte senso di appartenenza.
Rispetto a molte proposte attuali (nell’intrattenimento come nelle politiche aziendali) ciò che sembra mancare davvero è il coraggio di avere una visione e portare le persone con sé.
E di avere un’identità.

Stefano Poggi