Pensavamo fosse uno scherzo, invece era una bomba

La scoperta nel bosco, vicino al Giardino Officinale

«All’inizio non ci credevo. Poi ci siamo avvicinati e abbiamo capito che era davvero una bomba».
La voce è quella di uno dei ragazzi protagonisti di una scoperta tanto inattesa quanto delicata: ordigni della Seconda guerra mondiale rinvenuti nel bosco, in località Giardino Officinale a Casola Valsenio.

Tutto nasce da una decisione semplice: una passeggiata nel verde, approfittando di una giornata senza scuola. «Domani non si andava a scuola e abbiamo deciso di fare un giro nel bosco», racconta uno di loro. Poi, a un certo punto, la svolta. «Un mio compagno ci dice: “C’è una bomba”. Pensavamo scherzasse. Invece era vero».

«Ne abbiamo viste tre, poi ne sono saltate fuori altre»

I ragazzi individuano inizialmente tre ordigni. «Quando sono arrivati i Carabinieri, ne hanno viste altri due», spiegano. Secondo quanto riferito da un esperto, potrebbe trattarsi di una vera e propria catasta di colpi, rimasta sepolta per decenni.

«Sono lì da tantissimo tempo – raccontano – tanto che sopra era cresciuto un albero. Poi una frana ha scoperto questi colpi».

Sangue freddo e procedura corretta

Alla domanda su cosa abbiano fatto per prima cosa, la risposta è netta: «Ci siamo avvicinati per capire, poi ci siamo subito allontanati. Non abbiamo toccato niente».
I ragazzi scattano una fotografia e seguono le indicazioni apprese a scuola grazie a un incontro con l’associazione Senio River. «Ci avevano spiegato bene cosa fare: prima chiamare un esperto, poi i Carabinieri».

L’ordigno viene identificato: «Era una British Inch Mortar, una bomba inglese del 1944. Piena Seconda guerra mondiale». La più grande, spiegano, «misurava circa 30 centimetri».

L’intervento dei Carabinieri

Sul posto arrivano i Carabinieri di Riolo Terme, attivati dal maresciallo di Casola Valsenio. «Li abbiamo accompagnati nel punto esatto», raccontano i ragazzi. I militari effettuano una prima perlustrazione, misurano gli ordigni e delimitano l’area. «Hanno detto che ce n’erano altre e hanno messo dei segni rossi attorno».

Gli artificieri non intervengono subito. «Ci hanno spiegato che loro non possono disinnescarle. Verranno nei prossimi giorni».

In pochi minuti arriva mezza casola

Nel frattempo, la notizia corre veloce. «All’inizio eravamo in cinque. Nel giro di cinque minuti siamo diventati una trentina di ragazzi». Tutti, però, mantengono le distanze. «Non abbiamo toccato nulla. Anche l’esperto di Senio River ci aveva detto: mi raccomando, non toccate niente».

Vengono avvisati degli adulti presenti nella zona, che aiutano a gestire la situazione fino all’arrivo delle forze dell’ordine. L’emozione resta forte. «È stata un’emozione unica», raccontano.

I ringraziamenti

I ragazzi concludono con una serie di ringraziamenti:
«Vogliamo ringraziare Senio River per i consigli utili e per averci spiegato il procedimento; i Carabinieri di Casola Valsenio e Riolo Terme per l’intervento; e le responsabili del Giardino Officinale per l’aiuto».

Un episodio che si è chiuso senza conseguenze, grazie alla prudenza, alla formazione e al sangue freddo di chi si è trovato davanti a un pezzo di storia ancora pericolosamente presente sotto terra.

Matteo Visani, Andrea Bartolini, Cristian Ridolfi, Filippo Gianelli, Vinicio Rivola

nota della redazione: per ovvi motivi l’articolo è stato pubblicato con 10 giorni di ritardo rispetto al ritrovamento, ovvero dopo l’intervento del genio che ha disinnescato le 6 bombe