Piano di Protezione civile
Piano di protezione civile
Incontro pubblico di martedì 16 dicembreEccolo qui il piano di protezione civile del nostro comune: 116 pagine di parte generale più 38 per la descrizione della sua organizzazione più 124 per il modello di intervento più 6 per l’informazione alla popolazione più gli allegati e le tavole che sono due file zip di 43 MB in totale. Si trova sul sito del comune. L’ho cercato ma il riassunto o l’abstract, come oggi si dice, non sono riuscito a trovarlo. Mi sono messo d’impegno per cercare di leggere almeno la prima parte introduttiva e mi sono imbattuto in alcune affermazioni approssimative. Qualche esempio. Gli aspetti climatici: la descrizione si rifà al periodo 1991-2020 ma le cose, e lo sappiamo bene dopo le alluvioni, sono cambiate e stanno tuttora evolvendo in un quadro dove è più corretto non generalizzare la frequenza temporale. Leggo: “frequenti nebbie e gelate notturne in inverno”; ma dove?. Ormai la nebbia e le gelate sono fenomeni relegati a qualche evento sporadico con conseguenze positive sulla circolazione stradale, negative, le seconde, sul lavoro dei campi dove il gelo non disgrega le zolle dopo le arature e nemmeno uccide le cimici e gli altri insetti nocivi. Non ha poi molto senso inserire le tabelle con le medie delle temperature e delle precipitazioni. E’ un lodevole approccio scolastico ma quello a cui oggi tutti andiamo incontro è l’estremizzazione degli eventi da cui è difficile difendersi. Esempio: il 2022 è stato un anno secco, poche piogge, scarse soprattutto d’autunno. Il 2023…l’opposto. Magari se calcoliamo la media viene fuori un valore di pioggia accettabile e tranquillizzante ma poi la realtà non funziona a medie ma a sbalzi ed estremi.
Martedì 16 dicembre nella sala Biagi Nolasco il piano è stato illustrato dall’ing. Patrizia Barchi, dirigente del settore lavori pubblici dell’Unione, seguita dalla geometra Bendoni Ilenia e al termine della serata dal presidente del coordinamento del volontariato provinciale.
Nutrita la partecipazione del pubblico compresi i Carabinieri e i volontari dell’associazionismo casolano ( Misericordia, Alpini, ecc.)
Dopo l’introduzione del nostro sindaco sono state fornite le fonti legislative nazionali, quelle regionali infine c’è stata la descrizione del piano. Come hanno tenuto a sottolineare i tecnici è una base di partenza sicuramente migliorabile ma che mette all’interno di un quadro organico una materia complessa. Nati ha poi integrato con le informazioni di dettaglio su quanto si sta facendo per migliorare le criticità incontrate durante il maggio ‘23. Ad esempio a Monte Battaglia sarà installata dai Vigili del Fuoco un’antenna per coprire il territorio comunale con un segnale affidabile nella gestione delle emergenze.
Dall’ascolto delle relazioni pare che si sia fatto tesoro delle drammatiche esperienze del biennio orribile ‘23/’24. E’ stato distribuito un volantino che funge da guida per il cittadino con tutti i numeri utili, i link, la mappa sintetica delle aree di attesa e di assistenza in caso di calamità e la procedura per installare l’app Alert System. Si tratta di un’applicazione da scaricare sul cellulare che avvisa telefonicamente in caso di allerta in atto.
Peccato che il giorno appresso ho provato a scaricare l’app e a registrarmi ma senza successo causa un disservizio sulla telefonia mobile locale che in alcune zone della nostra campagna è la normalità. Si tocca con mano la fragilità della nostra vita quotidiana che si incardina su reti stradali, elettriche, di telefonia alquanto aleatorie. E allora torna attuale un intervento del pubblico di ieri sera: anziché una messaggistica telefonica poco affidabile perché non installiamo qualche potente sirena modulata in modo da qualificare il tipo di allerta? Ci risulta che in diverse regioni del Nord Italia questo sistema sia attivo ed efficace. E in fondo per secoli e secoli le nostre vallate hanno diramato gli avvisi di pericolo con le campane delle chiese.
Un paio di interventi del pubblico hanno toccato il rischio incendi boschivi. Le nostre campagne vanno spopolandosi, l’agricoltura arretra e i rimboschimenti di conifere stanno lì come fiammiferi che attendono solo un innesco. A seguito delle frane abbiamo ampie porzioni di territorio che in caso di incendio non hanno né cavedagne né piste né strade dove possano transitare i mezzi di soccorso. Mancano anche punti di attingimento per il carico dei mezzi dei Vigili del Fuoco. E allora perché non mappare i boschi più rischiosi cioè quelli di conifere e realizzare dei punti di carico in posizioni strategiche?
Insomma c’è ancora parecchio da approfondire, molte caselle del piano vanno ancora riempite. Sappiamo che il Volontariato casolano è una preziosa risorsa come pure conosciamo le competenze acquisite su campo del nostro Sindaco e la passione con cui segue questi temi. Serviranno altre occasioni di confronto e di formazione perché il nostro è un territorio fragile, l’abbiamo visto, e viviamo in una società dove la tecnologia dilaga nel nostro quotidiano ma avanza su infrastrutture delicate e anch’esse fragili.
Roberto Rinaldi Ceroni
Incontro pubblico di martedì 16 dicembreEccolo qui il piano di protezione civile del nostro comune: 116 pagine di parte generale più 38 per la descrizione della sua organizzazione più 124 per il modello di intervento più 6 per l’informazione alla popolazione più gli allegati e le tavole che sono due file zip di 43 MB in totale. Si trova sul sito del comune. L’ho cercato ma il riassunto o l’abstract, come oggi si dice, non sono riuscito a trovarlo. Mi sono messo d’impegno per cercare di leggere almeno la prima parte introduttiva e mi sono imbattuto in alcune affermazioni approssimative. Qualche esempio. Gli aspetti climatici: la descrizione si rifà al periodo 1991-2020 ma le cose, e lo sappiamo bene dopo le alluvioni, sono cambiate e stanno tuttora evolvendo in un quadro dove è più corretto non generalizzare la frequenza temporale. Leggo: “frequenti nebbie e gelate notturne in inverno”; ma dove?. Ormai la nebbia e le gelate sono fenomeni relegati a qualche evento sporadico con conseguenze positive sulla circolazione stradale, negative, le seconde, sul lavoro dei campi dove il gelo non disgrega le zolle dopo le arature e nemmeno uccide le cimici e gli altri insetti nocivi. Non ha poi molto senso inserire le tabelle con le medie delle temperature e delle precipitazioni. E’ un lodevole approccio scolastico ma quello a cui oggi tutti andiamo incontro è l’estremizzazione degli eventi da cui è difficile difendersi. Esempio: il 2022 è stato un anno secco, poche piogge, scarse soprattutto d’autunno. Il 2023…l’opposto. Magari se calcoliamo la media viene fuori un valore di pioggia accettabile e tranquillizzante ma poi la realtà non funziona a medie ma a sbalzi ed estremi.
Martedì 16 dicembre nella sala Biagi Nolasco il piano è stato illustrato dall’ing. Patrizia Barchi, dirigente del settore lavori pubblici dell’Unione, seguita dalla geometra Bendoni Ilenia e al termine della serata dal presidente del coordinamento del volontariato provinciale.
Nutrita la partecipazione del pubblico compresi i Carabinieri e i volontari dell’associazionismo casolano ( Misericordia, Alpini, ecc.)
Dopo l’introduzione del nostro sindaco sono state fornite le fonti legislative nazionali, quelle regionali infine c’è stata la descrizione del piano. Come hanno tenuto a sottolineare i tecnici è una base di partenza sicuramente migliorabile ma che mette all’interno di un quadro organico una materia complessa. Nati ha poi integrato con le informazioni di dettaglio su quanto si sta facendo per migliorare le criticità incontrate durante il maggio ‘23. Ad esempio a Monte Battaglia sarà installata dai Vigili del Fuoco un’antenna per coprire il territorio comunale con un segnale affidabile nella gestione delle emergenze.
Dall’ascolto delle relazioni pare che si sia fatto tesoro delle drammatiche esperienze del biennio orribile ‘23/’24. E’ stato distribuito un volantino che funge da guida per il cittadino con tutti i numeri utili, i link, la mappa sintetica delle aree di attesa e di assistenza in caso di calamità e la procedura per installare l’app Alert System. Si tratta di un’applicazione da scaricare sul cellulare che avvisa telefonicamente in caso di allerta in atto.
Peccato che il giorno appresso ho provato a scaricare l’app e a registrarmi ma senza successo causa un disservizio sulla telefonia mobile locale che in alcune zone della nostra campagna è la normalità. Si tocca con mano la fragilità della nostra vita quotidiana che si incardina su reti stradali, elettriche, di telefonia alquanto aleatorie. E allora torna attuale un intervento del pubblico di ieri sera: anziché una messaggistica telefonica poco affidabile perché non installiamo qualche potente sirena modulata in modo da qualificare il tipo di allerta? Ci risulta che in diverse regioni del Nord Italia questo sistema sia attivo ed efficace. E in fondo per secoli e secoli le nostre vallate hanno diramato gli avvisi di pericolo con le campane delle chiese.
Un paio di interventi del pubblico hanno toccato il rischio incendi boschivi. Le nostre campagne vanno spopolandosi, l’agricoltura arretra e i rimboschimenti di conifere stanno lì come fiammiferi che attendono solo un innesco. A seguito delle frane abbiamo ampie porzioni di territorio che in caso di incendio non hanno né cavedagne né piste né strade dove possano transitare i mezzi di soccorso. Mancano anche punti di attingimento per il carico dei mezzi dei Vigili del Fuoco. E allora perché non mappare i boschi più rischiosi cioè quelli di conifere e realizzare dei punti di carico in posizioni strategiche?
Insomma c’è ancora parecchio da approfondire, molte caselle del piano vanno ancora riempite. Sappiamo che il Volontariato casolano è una preziosa risorsa come pure conosciamo le competenze acquisite su campo del nostro Sindaco e la passione con cui segue questi temi. Serviranno altre occasioni di confronto e di formazione perché il nostro è un territorio fragile, l’abbiamo visto, e viviamo in una società dove la tecnologia dilaga nel nostro quotidiano ma avanza su infrastrutture delicate e anch’esse fragili.
Roberto Rinaldi Ceroni
