Cultura

Quarto stato l’atteso ritorno sul palco

Venerdì 3 luglio. Sono all’ incirca le 21.10 di una tranquilla serata di luglio al parco di Riolo Terme, quello dove si tiene annualmente Frogstock.

Decidiamo di lasciare la macchina dall’ altra parte del fiume perché nel parcheggio sembra esserci un po’ di confusione con le luci delle sirene delle forze dell’ordine.

Tempo di arrivare nella baracchina per prenderci un caffè e siamo investiti da una serie di notizie circa una rissa sfociata in un accoltellamento; poi si parla di “resa dei conti”, di faida, di un machete, di pozze di sangue. Praticamente una scena impensabile per un paese come Riolo.

Il clima è abbastanza surreale, a pochi metri di distanza sicuramente c’è stato un episodio criminale e dall’altro lato la gente ai tavoli mangia la paella e beve birra. Onestamente anche noi non sappiamo bene come muoverci.

Nel parcheggio intanto le pattuglie se ne sono andate e rimane una grossa macchia di sangue, suppongo io, perché in effetti non l’ho vista e non sono andata nemmeno a cercarla.

Fatto sta che, al netto dell’episodio, devono suonare i Quarto Stato e per loro si tratta di una sorta di data zero dopo alcuni anni di stop, dopo un ricambio quasi totale dei componenti e dopo un anno abbondante di prove in sala.

Sul palco troviamo quindi Fabio Tondini, più conosciuto come Tondo, alla voce e alla chitarra acustica, Lorenzo Dal Fiume, più conosciuto dagli amici come Fuel, alle chitarre, Giacomo Ricciardelli alla tromba, alle tastiere e ad altri strumenti, al basso elettrico c’è Lorenzo Biagi, detto Biez, e dietro i tamburi della batteria Massimiliano Testa detto Mexx.

Il repertorio è pressoché lo stesso di qualche anno fa, a marcare la differenza con il passato sono soprattutto gli arrangiamenti, diversificati e con un piglio originale, segno evidente che il gruppo sta cercando una strada personale.

Sul palco sicuramente l’occhio va diretto a Tondo che si presenta con un abbigliamento un po’ stravagante ma molto concentrato sui pezzi, mentre Fuel in camicia bianca e Rayban neri ricorda certe popstar di metà anni ‘80.

Sì nota da subito che c’è una gran voglia di fare e di dimostrare di essere o tornati in pista o di essere pronti a scenderci per la prima volta.

Il concerto risulta piacevole, come data zero io, se fossi in loro, potrei sentirmi più che soddisfatto.

Certe canzoni fanno presa sul pubblico che, benché non sia oceanico, è molto motivato; tra amici e parenti un po’ di gente c’è e si muove al ritmo della musica.

Da sotto si nota che sul palco si sta creando un certo feeling tra i componenti della band perché molto spesso è il momento del concerto la prova del nove dell’affiatamento.

Non resta che seguirli nelle prossime date e vedere che cosa ci proporranno nei prossimi concerti.

Riccardo Albonetti.